Acquista i regali di Natale con lo sconto!

Mancano pochi giorni alla TPD (quattro nel momento in cui scrivo), che entrerà in vigore dunque il 20 maggio, e ancora tanti cascano dal pero sull’argomento.
Non capiscono perchè le basi con nicotina siano “improvvisamente” diventate introvabili, cosa siano queste tre letterine che scatenano il panico, e insomma, che cacchio stia succedendo.

Poche parole in rapidità e scritte di getto:
la TPD è la Tobacco Product Directive, una direttiva europea, rivolta quindi a tutti gli stati membri dell’Unione, che regolamenta i “prodotti del tabacco”, cioè tutto quello che contiene tabacco.
Le sigarette con le immagini dei polmoni scassati sul pacchetto, l’abolizione dei pacchetti da dieci, le regolamentazioni varie su trinciati, sigarilli ecc…tutto contenuto e regolato da TPD.
Questa direttiva, nell’aria già dal 2014, ma entrata in vigore il 20 maggio 2016, vedrà la sua PIENA attuazione il 20 maggio 2017, cioè fra quattro giorni, quando tra l’altro inizierà il Vapitaly.

Il problema è che per qualche misteriosa (?) ragione, nella direttiva che regolamenta i tabacchi, ci è finita dentro anche la ciccatronica, e ovviamente i vapers diciamo che non l’hanno presa proprio benissimo, come da immagine qui sopra.

Nello specifico, la TPD prevede che:

  • I flaconi siano AL MASSIMO da 10 ml, se contengono nicotina
  • La nicotina sia AL MASSIMO a 20 mg/ml
  • La vendita transfrontaliera, cioè oltre i confini degli Stati membri, sia vietata

Prevede anche altre cose, tipo che non si faccia pubblicità al prodotto, che non si possa svapare fuori dagli ospedali e nelle scuole, quali diciture deve riportare un flacone e via dicendo, ma i tre punti sopra esposti sono quelli che più ci toccano.

Regolamenta anche l’hardware, ma in realtà non ci interessa granchè, perchè coinvolge solo quei prodotti “usa e getta” o con cartucce di liquido preconfezionate: tutta roba che un vaper appassionato ha lasciato perdere da tempo, o forse addirittura non ha mai considerato.

Effetti pratici dei punti sopra esposti:

Non si troveranno più in vendita i boccioni da 100 ml o più di base con nicotina, nè ovviamente si troveranno boccioni o boccini a 24-36-48-72-100-200-mileeeee mg/ml di nicotina.

Si troveranno SOLO boccini da 10 ml, e SOLO con valori di nico da 1 a 20 mg/ml.
La nicotina zero invece potrà esistere in ogni formato, perchè la TPD regolamenta SOLO i liquidi con nicotina.

Ovviamente lo stesso destino spetta anche ai liquidi pronti, dunque niente più liquidi da 20, 30, 60 o più millilitri.

Un piccolo “trucchetto” in realtà è già in atto, ma niente di che.
Si tratta dei liquidi da 60 ml costituiti da 50 ml di liquido in base neutra aromatizzata e 10 ml a parte di base con nicotina concentrata a 18 o 20 mg/ml.
Unendo i 10 con i 50 si ottengono i 60 ml, e la legge è rispettata, ma ovviamente la gradazione raggiungibile non potrà essere più alta di tanto, per via della diluizione.
Insomma, è un modo per “impacchettare” la nicotina in un formato adatto alla vendita, ma è solo una forma diversa della stessa magagna.

Per la vendita transfrontaliera, di fatto non si potrà più comprare basi e nicotina dall’estero, un po’ perchè oscureranno i siti, un po’ perchè nessuno Stato si prenderà la briga di infrangere le regole (essendo la TPD comunitaria, gli Stati saranno reciprocamente bloccati nelle vendite).

Altri effetti pratici (e scomodi) dei punti sopra esposti:

Un inutile e dispendioso consumo di plastica (se ci sono più boccini in giro, c’è più plastica da smaltire), un inutile e dispendioso aumento dei costi (il packaging incide sui costi finali) e un inutile e fastidioso aumento della rottura di maroni per chi vorrà farsi i liquidi in quantità “decenti”, tipo i classici 300 o 500 ml da svapare al mese, magari per farsi il boccione da lasciare a maturare.

Ipotizzo pure un possibile aumento dei liquidi di contrabbando, insomma un vero e proprio “cantinaro party”, del tipo “oh zio, che ce l’hai la nicotina?“, e il tipo che apre il giubbotto e dentro è pieno di boccette tattiche 

8dd327673d6bacb3eefb93966dc789bc“Che ce l’hai la 36 quella buona, che ti dà la botta in gola da panicopaura?”
Possibile scenario post TPD…speriamo di no.

Peraltro, è interessante notare il curioso bispensiero quasi Orwelliano che ha portato il legislatore ad abolire i pacchetti da dieci sigarette perchè “agevolano l’accesso al tabacco da parte dei giovani“, essendo che i pacchetti piccoli costano meno, e allo stesso tempo obbliga il mondo dello svapo a lavorare con boccini da 10 ml, quando prima si lavorava con bocce da 100 ml, ovviamente più costose e quindi meno accessibili.

Che voglia incentivare i giovani all’uso delle ecig e dei liquidi “fai da te”?
Forse, nel qual caso mi chiedo come mai si continui a preoccuparsi per i giovani che si avvicinano alla ecig “e che poi magari passano alle sigarette“.
Mah, siamo alleati con l’Eurasia o con l’Estasia? (ok, questa non tutti la capiranno)

Ad ogni modo, questo sarà il futuro, quindi brace yourself, TPD is coming (da dietro, aggiungerei).

1984.jpg

Molti (tutti?) stanno quindi correndo ai ripari, saccheggiando gli ultimi boccioni di base con nicotina ad alta gradazione, perchè è innegabilmente più comodo ed economico diluire un bel fustone di base 36, anzichè armeggiare con un boccino da 10 ml che a momenti non basta nemmeno se te lo drippi sottolingua in stile Jim Morrison.

Ecco perchè si fa fatica a trovare le basi in questi giorni.

Bene, qualcuno però sarà riuscito a comprare ste benedette basi, no?
Per tutti i fortunati, due parole su quali calcoli fare per diluire a modo.

CONCENTRAZIONI IN MG/ML

COME DILUIRE LA BASE

Allora, la nicotina è espressa in milligrammi su millilitro.
Se capite, ma CAPITE veramente questo concetto, siete già al galoppo, non solo a cavallo.

36 mg/ml vuol dire che in ogni millilitro della vostra base, ci sono 36 milligrammi di nicotina.
Immaginatevi una scatola, con dentro 36 palline.
La scatola è il vostro millilitro di base, e ogni pallina è un milligrammo di nicotina.
Riuscite a “vederlo”?
Vi aiuto:

hqdefault

Se volete la versione più “realistica”, con un contenitore in vetro e il liquido dentro, non c’è problema, abbiamo anche quella 

solution

La regola comunque è sempre la stessa:

una concentrazione (tipo 36 mg/ml) vi sta dicendo quanta roba c’è, dentro una certa quantità di un’altra roba.
Tipo, quanta nicotina c’è dentro una certa quantità di base liquida, oppure se vi riesce più facile e volete la versione “grafica”, quante palline ci sono in un certo spazio di liquido.

Come da disegno qui sopra, se voi aggiungete liquido al bussolotto di sinistra, ma non aggiungete palline (cioè non aggiungete nicotina), succederà che le palline saranno più lontane una dall’altra, cioè in un certo spazio delimitato troverete meno palline.

Le palline nel disegno dei recipienti sono 22, sia a sinistra, sia a destra.
Però, se tirate una linea in modo da avere lo stesso livello a sinistra e a destra, conterete ovviamente meno palline nello spazio a destra.

Il liquido nel bussolotto di destra è infatti più diluito.
Come sempre, immagine per favorire:

solution edit.png

Fin qui nessun problema, credo, è intuitivo, è come quando vi fanno un Havana Cola troppo forte: lo allungate con la coca cola e diventa più bevibile.
Ok, penserete che io abbia avuto una gioventù bruciata per fare questi esempi, ma non è così: io andavo di Vodka Redbull, Jack Cola e White Russian, niente Havana Cola 

Ugualmente funziona con la nicotina: se avete una 36, ma svapate a 3, è come se il vostro Havana Cola fosse troppo forte, quindi lo allungate, o lo “diluite”, per parlare da chimici e non da alcolizzati o da spaccini 

QUANTO E COME SI DILUISCE?

Nel caso dell’Havana Cola si va a gusto, mentre nello svapo possiamo fare dei conti.
Teniamo i numeri di prima, cioè base 36 mg/ml e svapo a 3 mg/ml.

Dunque, in un millilitro di base 36, ci sono 36 milligrammi di nicotina, cioè 12 volte quel che serve a chi svapa a 3.
Per saperlo basta fare 36 : 3, che fa 12, appunto.

A questo punto, si decide QUANTA BASE FINALE si vuole.
Si decide cioè la quantità di roba svapabile che volete.
Vi servono 100 ml? 200? Mezzo litro?
Quel che è, ma dovete decidere quanta roba vi serve, non potete andare a caso.

Ipotizziamo che vogliate 100 ml di base a 3, partendo dalla 36.

Si fa quindi 36 : 3 che fa 12, come abbiamo detto, e quindi si fa 100 : 12.
Cioè si dividono i millilitri che volete, per il numero di volte che dovete diluire la base concentrata.

Questo conto serve per “convertire” in millitri il conto che avevamo fatto sui milligrammi di nicotina.

Quindi, dodici volte abbiamo detto, dunque 100 ml diviso 12 volte, viene fuori 8.3 con tanti altri 3.
Arrotondiamo a 8.3 e basta.
Questi sono i millilitri di BASE CONCENTRATA a 36 che voi dovete prelevare e trasferire nel NUOVO boccione che ospiterà la vostra base a 3.

Avete quindi bisogno di due bottiglie, boccioni o quel che sia: una con la nico concentrata (ovviamente) e una vuota, in cui butterete dentro tutto.
Mi raccomando, che sia ben lavata, quindi niente bottiglie o vasetti ancora sporchi di olio d’oliva, o di coca cola, di marmellata o di chissà cosa.

Abbiamo quindi 8.3 ml di nico 36 dentro la boccia vuota.
Bene, adesso è ora di “allungare”, cioè di diluire.
Quanta roba si deve mettere?
Facile: tutto quello che serve per arrivare alla quantità finale che volete.

In questo caso sono 100 ml finali, quindi si fa 100 – 8.3, che fa 91.7 ml.
Questa è la quantità di base NEUTRA A ZERO che aggiungerete.
E’ il corrispondente della coca cola nell’Havana Cola, o del liquido senza palline del disegno.

Il concetto è quello di aumentare il volume SENZA aumentare la nicotina, e l’unica è quella di aggiungere roba “vuota”, cioè base senza nico.

Fine, questa è la procedura per diluire la base.

Lo schema quindi è:

  1. Guardare a quanto è la nico concentrata e decidere a quanto deve essere quella che vogliamo ottenere (tipo: parto da 36 e voglio 3)

  2. Dividere il numero della concentrata per quello che vogliamo (tipo 36 : 3 = 12)

  3. Decidere quanti millilitri di base vogliamo ottenere (tipo: voglio 100 ml a 3 mg/ml)

  4. Dividere i millilitri che vogliamo per il numero di volte del punto n°2 (100 : 12 = 8.3)

  5. Prelevare dalla base concentrata il numero di millilitri che viene nel punto n°4
    (8.3 ml) USANDO I GUANTI E UNA SIRINGA

  • Buttare i millilitri del punto n°5 in una bottiglia pulita o un boccino pulito, comunque grandi abbastanza per il volume finale che vogliamo.

  • Aggiungere la base neutra per portare a volume, cioè fino a raggiungere il valore deciso nel punto n°3 (tipo: aggiungere 91.7 ml a 8.3 ml, per andare a 100 ml)

A riconferma dei vostri conti, prima di mettervi all’opera, potete verificare che tutto quadri facendo il conto inverso.

Prendete i millilitri di base con nico che vi risultano (8.3 ml in questo caso) e li moltiplicate per la concentrazione (36 mg/ml).
In questo modo calcolerete quanti milligrammi di nicotina avrete effettivamente.

36 x 8.3 = 298.8 mg

Dividete quindi questo valore per la quantità totale che volete fare (100 ml).

298.8 : 100 = 2.988 mg/ml

Viene quindi fuori che con 8.3 ml di nico 36, se ci fate 100 ml, avete 2.988 mg/ml di nico, che arrotondati fanno 3 mg/ml, cioè quello che volevate.
Bon, tutto a posto quindi, i numeri quadrano e si può procedere.

BASE NEUTRA DA COMPORRE

E se invece della “base a zero” già fatta, ci siamo comprati il glicole propilenico, il glicerolo e l’acqua in farmacia?

In questo caso c’è solo qualche conto in più da fare per CREARE la base a zero nico, ma niente di difficile.

Si tratta di decidere la composizione, cioè il classico numero tipo “70/30”, oppure “80/20”, o “50/40/10” ecc, e quindi creare la base.

I numeri che vi ho appena detto, tipo 70/30, indicano le proporzioni di glicole propilenico (PG) e glicerolo vegetale (VG) da usare.

50/50 è metà glicerolo e metà glicole, 60/40, 70/30, 80/20, 90/10 e full VG sono i diversi rapporti tra glicerolo (VG) e glicole propilenico (PG), fino appunto al full VG che è solo glicerolo (bugia in realtà, non è solo VG, poi vi dirò il perchè).

Più VG mettete, più il liquido sarà denso, farete più nebbia, vi servirà più aroma e potenza, e avrete meno hit in gola.
Con il PG è l’esatto opposto: il liquido diventa più liquido, avrete meno nebbia, basterà meno aroma e avrete più hit in gola.

Per fare una base 80/20 VG/PG, vi basta decidere la quantità da fare, e quindi calcolare l’80% di quel valore e il 20% di quel valore.
Tipo, per fare 100 ml di 80/20, dovrete mettere 80 ml di VG e 20 ml di PG.

Stessa cosa per una 70/30, una 90/10 ecc.

Consiglio comunque sempre di mettere dell’acqua depurata, in quantità massima del 10%.
Potete ad esempio fare una 70 VG, 20 PG e 10 acqua, o una 50 VG, 45 PG e 5 acqua.

Occhio, acqua DEPURATA è diversa da acqua DISTILLATA.

La distillata del supermercato va bene per il ferro da stiro, ma dentro può esserci di tutto, mentre l’acqua depurata (o altamente depurata) della farmacia, è acqua priva di inquinanti.
Costa 2 euro al litro, direi che vale la pena acquistarla.
Altrimenti, se nella vostra regione avete un’acqua di rubinetto decente, potete in caso di necessità usare quella, che è certamente più adatta al consumo umano rispetto a quella per il ferro da stiro.
Lo sconsiglio, perchè comunque ci sono metalli pesanti, magari sabbia o terra nel rubinetto e via dicendo, ma se proprio bisogna, si può fare, tanto sono pochi millilitri.

Ha senso mettere l’acqua?
Per me sì, per tutta una serie di ragioni, di cui le più importanti sono il raffreddamento della coil e un più basso punto di evaporazione, che quindi richiede meno potenza.

Ipotizziamo quindi di farci 100 ml di 80/20 per diluire gli 8.3 ml di nico 36 che avevamo trovato prima.

Dovremo semplicemente calcolare l’80% di 100 ml, e quella sarà la quantità in ml di glicerolo da usare, e il 20% di 100 ml per la parte di glicole.
Se invece che 100 ml volete farne 428, perchè siete originali, vale la stessa regola:
prendete la calcolatrice e fate 428 x 80%, che fa 342,4 ml di VG, e calcolate il 20% di 428 per sapere quanto PG mettere.

Ho scelto apposta 428 perchè è un numero assurdo, che nessuno sceglierebbe, ma per farvi vedere che anche con numeri strani, la regola è sempre quella e il conto è sempre facile.

ATTENZIONE, che qui c’è il trabocchetto.

La vostra nicotina infatti è disciolta in una certa sostanza.
Può essere nicotina 36 in PG, o in VG, o in una miscela tipo 50/50 o quel che è.
Ovviamente quei millilitri di base che prelevate, vanno TOLTI nel calcolo della base neutra senza nicotina.

Tipo, se la vostra nico 36 è in PG, e volete fare 100 ml di base zero 80/20 per diluire, non dovrete più usare 20 ml di PG, ma ne basteranno 11.7, perchè gli altri 8.3 sono già dati dalla base con nicotina che aggiungerete.

State sereni, se per caso vi dimenticate e state lavorando sui 100 ml, con 8.3 di base, vabbè, vi sposta di pochissimo la proporzione tra VG e PG, ma se invece state buttando dentro quantità maggiori di base con nicotina, potrebbe cambiarvi abbastanza le cose.

ATTENZIONE AL SECONDO TRABOCCHETTO:

Gli aromi sono risospesi in glicole propilenico (PG).
Ovviamente quel glicole, così come quello eventualmente presente nella base con nicotina, va sottratto dalla composizione finale della vostra base zero “da taglio”, cioè quella che userete per allungare (o diluire) la nicotina.
Se così non fate, avrete sempre e comunque una proporzione di PG maggiore di quella che teoricamente avete progettato.

Facciamo un esempio per spiegare meglio.

Alcuni aromi vanno fatti anche al 15% (follia, secondo me, ma tant’è), vale a dire che su 100 ml di liquido finale svapabile, 15 ml sono di aroma.
Cioè, detto in altro modo, vanno preparati mettendo nella vostra bottiglia 15 ml di aroma e altri 85 ml di base (con o senza nicotina, non importa).

Ipotizziamo che vi siate fatti una base 70VG/30PG.
Dovete usarne 85 ml abbiamo detto, formati da 59.5 ml di glicerolo e 25.5 ml di glicole propilenico (è sempre il 70% e il 30% della quantità).

Dopo aver messo l’aroma, avete però 15 ml IN PIU’ di glicole propilenico.
Il rapporto diventa quindi di 59.5 ml di glicerolo e 40.5 ml di glicole, dai 25.5 iniziali che avevate.

59.5 + 40.5 = 100 ml, che è il totale del liquido svapabile che volevamo, quindi fin qui ci siamo.
Il problema è che 59.5 di glicerolo e 40.5 di glicole NON E’ una 70/30 come vi eravate prefissati, è praticamente una 60/40.

Ora, ho scelto un caso “estremo”, nel senso che grazie al cielo sono pochi gli aromi da fare al 15%, che secondo me è una percentuale altissima (mi sono abituato “bene” con gli aromi di qualche anno fa che si facevano tra l’1% e il 5%).

Aromi da fare al 10% però sono relativamente frequenti, e se il 10% della quantità totale è glicole, ne andrebbe tenuto conto.

Potete dunque fare tre cose:

  • Creare la base da svapo tenendo conto della percentuale media di aroma che usate

  • Creare il liquido da svapo di volta in volta, tenendo conto di tutti i fattori
    (PG o VG della base con nico concentrata + PG e VG della base zero da diluizione + PG dell’aroma)


  • Fregarvene bellamente, sapendo però che a ogni aggiunta di aroma, abbasserete la concentrazione di VG del vostro liquido finale

Personalmente seguo la terza strada, di solito, consapevole della diminuzione di VG nel liquido finale.

Non faccio tanti conti perchè di solito mi preparo il mio mezzo litro o litro di base con nicotina (partendo dalla nico concentrata + VG + PG + acqua), lo tengo nel bottiglione ambrato dentro l’armadio, e quando devo fare un liquido, semplicemente prelevo la quantità di aroma necessaria, prendo il bottiglione di base con nicotina già diluita e unisco le due cose in una terza boccia che etichetto con il nome dell’aroma.

Siccome uso gli aromi più diversi, per non parlare poi di quando mi metto a fare le mie ricette (che possono oscillare tra il 3 e il 10% di aroma), non riesco a fare un conto affidabile del PG che vado ad aggiungere con gli aromi, quindi me ne frego bellamente 

Quando preparo il bottiglione di nico diluita, sto un po’ più abbondante con il VG rispetto a quello che teoricamente vorrei ottenere in termini di composizione, e a posto così.

Lo so, non è un approccio da accademici, è più un approccio da “formazione tecnica”, come mi disse l’assistente tecnica del laboratorio di chimica analitica, e in questa frase risiede un grande verità.
Non è una frase denigratoria per i tecnici, o snobbista verso l’ambiente universitario più altolocato, è semplicemente per dire che ci sono diversi gradi di precisione da utilizzare, a seconda del contesto.
In ambito accademico, specie se si deve pubblicare su riviste scientifiche prestigiose, si deve rispettare scrupolosamente la precisione teorica che l’esperimento richiede.

Poi, una volta usciti dagli ambienti formali dove l’impeccabile deve essere regola, ci si può “rilassare” e badare più al risultato finale nel suo complesso, con tutta l’approssimazione che ci si può permettere.

Siccome i nostri liquidi autoprodotti devono funzionare ed essere buoni, non essere “matematicamente perfetti secondo il protocollo“, (non per forza, almeno, lo decidete voi), potete anche stare più sull’approssimativo, che tanto non succede nulla.
Dipende da voi.

Chiaro che invece un produttore, se vuole imbottigliare il liquido come da progetto, non può fare come l’ingegner Cane, quindi non esiste proprio che dica: “vabbè su, qualche quintale di VG in più o in meno, staranno mica lì a farmi tante storie, eddai“.
Ma ve lo immaginate? 

(ringrazio Fortunato per la critica costruttiva, questo passaggio mancava completamente nella prima versione della bloggata)

DILUIZIONI DEGLI AROMI

Bene, una volta fatto tutto ciò, è il momento di dare un po’ di sapore alla faccenda.

Non è una cosa difficile, ma bisogna capire il meccanismo, e ogni tanto ci si fa ingannare (tranquilli, anche al laboratorio di chimica ogni tanto qualcuno sbroccava).

Allora, se avete un aroma che va fatto a 5%, sapete cosa vuol dire?
Significa che NEL LIQUIDO FINALE, il 5% è aroma.

E’ QUINDI UN ERRORE se voi prendete un tot di base (diciamo 100 ml), calcolate il 5% (cioè 5 ml di aroma) e glielo aggiungete, perchè in questo modo vi trovereste con 105 ml finali, e il 5% di 105 è 5.25 ml, non 5, quindi in realtà mettendo 5 ml non avrete aromatizzato al 5%, ma a MENO del 5%.
Se aggiungerete altri 0.25 ml, aumenterete di nuovo tutto il volume, e di nuovo il 5% di 105.25 ml non è 5.25 ml, ma è 5.26…e così via.
Sarete sempre indietro rispetto alla giusta percentuale di aroma.

Quindi, per evitare sta corsa alla quantità giusta, è sufficiente decidere quanto liquido aromatizzato volete (diciamo 100 ml), calcolare il 5% di aroma (quindi 5 ml), prendere una bottiglia o un boccino pulito, buttare dentro PER PRIMO l’aroma, quindi aggiungere LA DIFFERENZA, ovvero “portare a volume”, fino a raggiungere i 100 ml.
In questo caso aggiungere quindi 95 ml.

Basta, tutto qui.

Mi ricollego al discorso “full VG” che vi ho lasciato in sospeso prima: siccome gli aromi sono risospesi in PG, anche se voi usate una base con nicotina fatta di solo VG, aggiungendo l’aroma introducete comunque del PG.
Considerando poi che con il VG bisogna aromatizzare più pesantemente, arrivando anche al 20% di aroma, si può tornare ad avere una base 80/20, anche quando la vostra base è fatta di solo glicerolo e nicotina.

E ora facciamo il solito esempio di calcolo con numeri assurdi:

Osvaldo il vaper spavaldo vuole farsi 756 ml di liquido con l’aroma “Mister The Ring“, che va fatto al 5.38%.

756 x 5.38% = 40,6728 ml, e questa è la quantità di aroma “Mister The Ring” di cui necessita.

756 – 40,6728 = 715,3272 ml, e questa è la quantità di base da aggiungere.

Come può fare Osvaldo se invece ha solo 20 ml di aroma, e vuole sapere quanto liquido può tirarci fuori?
Basta fare 20 x 100 e dividere il risultato per 5.38.
Fa 371,74 ml, che è la massima quantità di liquido aromatizzato che si può tirare fuori da 20 ml di “Mister The Ring“, fatto al 5.38%

La proporzione generica da seguire è:

percentuale di aroma : quantità di aroma che abbiamo = 100 : quantità di liquido ottenibile

Si fa il prodotto dei medi, diviso l’estremo noto, e quindi:

(quantità di aroma che abbiamo x 100) / percentuale di aroma

Questo era più che altro un conto utile che ho pensato di citare, ed è utile per capire anche quanta base ci serve.

CONSIGLI:

  • Usate le percentuali e i millilitri anzichè le gocce, se dovete fare quantità abbondanti
  • Usate le gocce solo se ne bastano poche, tipo 3 gocce in 10 ml e dovete fare 20 ml
  • Mettete PRIMA l’aroma, poi la base
  • Controllate prima, facendovi i conti, che la base vi basti, o che l’aroma vi basti
  • Ricordate che il glicerolo richiede maggiore aromatizzazione perchè “prende” meno sapore

MISCELAZIONE/MATURAZIONE

E questo è un capitolo terribile.
Allora, avete fatto il vostro liquido aggiungendo l’aroma alla base, bene.
Finita qui?
No, ora c’è la parte mistica, magica e un po’ esoterica della MATURAZIONE.

Ne ho viste e lette di ogni, dalle boccette in lavatrice a quelli che le fissano al ventilatore, passando ovviamente per quelli che usano i miscelatori magnetici per 48 ore, o cose del genere.

Allora, capiamoci: la MISCELAZIONE è la parte in cui si mescola l’aroma alla base.

Deve essere fatta con cura, perchè non devono esserci “zone” con più aroma di altre.
Vale lo stesso esempio delle palline di prima: se le palline sono le particelle di aroma, è bene che siano distribuite ovunque, e non che in certi punti ci siano 947 palline, mentre in altri ce ne siano 4.

La miscelazione però non richiede chissà cosa.
La solita “agitata a mano”, va bene per piccole quantità, diciamo fino ai 100 ml.
Oltre i 100 può diventare più comodo un agitatore, semplicemente perchè shakerare a mano mezzo litro di roba è faticoso e può essere inaccurato, ma se avete voglia di mettervici, va benissimo anche a mano.

41WDJB5HJfL2e2978f5-bc9e-4623-89ba-4623a26c8b0e.jpg._CB306550399_

Una volta miscelato il tutto (ed è sufficiente una sana agitata di qualche minuto, o al massimo 30 minuti in agitatore magnetico) c’è la parte di “steeping”, cioè la maturazione.

Cosa avviene in questa maturazione?
Io rispondo con un sano “boh”.

Veramente, non ho capito la maturazione che processi chimico-fisici implichi.
Ho ipotizzato la solvatazione, cioè la perfetta unione di solvente e soluto, ovvero quel momento in cui una molecola di aroma è circondata da tante molecole di base.

Ho ipotizzato una certa dose di ossidazione, che però è tutt’altro che controllata.

Ho pensato anche a qualche tipo di trasformazione enzimatica nel caso degli aromi estratti.

Ho azzardato infine una qualche forma di evaporazione, che porta magari alcune componenti ad evaporare, trasformando quindi il gusto finale.

La realtà è che non ho potuto verificarne nessuna, e non sono riuscito a trovare uno straccio di testo, di prova, di esperimento che mi dia conferme.

So soltanto che in certi casi è buona cosa “lasciar maturare” l’aroma.
Significa prendere lo sbibbitone che abbiamo appena fatto, chiuderlo in armadio, o in un cassetto, e lasciarlo lì, ben tappato, dandogli un’agitata una volta ogni tanto.

steeping

Flavour-throat-hit-graphs

C’è chi giura che il liquido cambi e migliori, ma non è una regola generale.
Le vaniglie ad esempio “escono” dopo un po’ di giorni, mentre altri aromi (artificiali o naturali non importa) smontano e sanno di poco, se li lasciate lì.

Personalmente quindi non vi do un consiglio sicuro o esplicito, vi dico solo di provare, se volete, sapendo comunque che in linea di massima (ma non sempre) gli aromi artificiali cambiano meno dei naturali se lasciati a maturare, a meno che non subiscano qualche sorta di deterioramento che potrebbe anche piacervi.

Da parte mia, ed è solo la mia esperienza non consigliata, mi trovo abbastanza bene scaldando i liquidi a microonde, alla minima potenza impostabile (circa 90-100 watt in base al modello) per un tempo pari a 1-1.5 secondi per millilitro.
Dopo questo primo ciclo, agito a mano per circa 1 minuto e lascio raffreddare.
Do un secondo ciclo alla massima potenza (di solito 900-1000 watt) ma per un decimo del tempo, cioè circa 1-1.5 secondi per 10 ml.
Agito a mano, lascio raffreddare.

Ripeto questi due passaggi, per un totale quindi di quattro cicli (90 watt-900 watt-90 watt-90 watt), lascio raffreddare e per me va bene così.

Se voglio fare il fenomeno, gioco sul tappo: scaldo con o senza tappo sulla base delle note aromatiche che voglio attenuare o conservare, basandomi su quello che sento a naso prima di scaldare.

E’ un metodo super empirico e per niente affidabile, ma la mia idea è che se annusando a freddo sento una certa nota, è possibile o forse probabile che quella nota sia anche la prima ad evaporare una volta che il liquido viene scaldato.
Tenendo il tappo limiterò quindi l’evaporazione, togliendo il tappo la favorirò.
Ma ripeto, è una MIA idea, non verificata.

Non so dirvi che temperatura raggiunga il liquido, ma diventa tiepido o appena caldo, comunque entro livelli assolutamente maneggiabili a mano nuda, e così deve essere.

Non mi azzarderei mai a farlo scottare, per tutta una serie di ragioni.

RIPETO: NON VI STO INCITANDO A FARE COME ME, dunque se vorrete provare sarà piena responsabilità vostra.
Personalmente non mi pare di aver riportato danni, nè ho percepito note strane nel liquido, ma non sapendo se questa procedura sia sicura o meno, ve l’ho nominata ma non mi azzardo a consigliarvela.

Ovviamente faccio tutto ciò in bottiglie di vetro, con un tappo in materiale immune alle microonde, quindi no plastica, no polimeri sintetici vari ecc.

Microwave Ejuice - 5.jpg

ESTRAZIONE DI AROMI

Ecco, questo è un altro capitolo rognoso.
Premetto che personalmente non ho mai estratto alcunchè, e che le estrazioni più “celebri” nel nostro ambito sono quelle dei tabaccosi.

Allora, chimicamente si può fare, MA ve lo sconsiglio.
Se volete farlo, si trovano guide nei forum, anche molto dettagliate, ma il problema è che oltre ad essere uno sbattimento, non avete il modo di verificare la purezza di estrazione.

Non parliamo proprio poi delle estrazioni tipo aroma mandarino, limone, caffè, fragole ecc.

Se con il tabacco è ancora ancora fattibile, man mano che ci si sposta su frutti di vario genere o alimenti ricchi in lipidi, olii ecc, diventa sempre più un casino.
Rischiate concretamente di contaminare microbiologicamente la matrice organica che state lavorando, e quindi in pratica vi marcisce tutto.

Consiglio: lasciate stare, che tanto gli aromi estratti esistono, e i tabaccosi estratti esistono pure di più.

Non voglio fermare il vostro spirito sperimentatore, semplicemente vi sto mettendo in guardia.
Non basta un boccione di alcol alimentare con un po’ di mandarini immersi dentro per poter tirare fuori l’aroma mandarino, per dire (grazie Censurato  )
E’ importante che capiate la complessità delle estrazioni, che infatti anche in ambito svapo non sono effettutate da qualunque azienda, e quelli che lo fanno, lavorano su un livello che in casa non avrete mai (tipo CO2 supercritica, ma non solo).

Qui sotto uno schemino che raffigura uno dei metodi di estrazione.
Spero che ora sia più chiara la differenza tra la gente che lo fa per mestiere e noialtri in bagno con la vasca piena di boccioni e solventi.

flavor-flow-chart-full

Ovviamente c’è chi amatorialmente, raggiungendo livelli semi-professionali e oltre, estrae aromi tabaccosi, con ottima soddisfazione di amici e ristretta clientela, e io stesso ho assaggiato degli estratti di tabacco casalinghi, gustativamente molto buoni.

Però vi assicuro che non è come farsi un the, servono una serie di procedure scrupolose e dispendiose, in termini di tempo e di impegno.



Infine, alcuni discorsi liberi:

Allora, il Red Astaire va fatto tra il 5 e il 15%  
Non tutti la capiranno, ma pare la domanda del secolo, come se la percentuale fosse introvabile.

Qui di seguito l’originale immagine dal sito T-Juice…cioè, mi pare chiaro, insomma 

Red-Astaire-Con-462x462.jpg

Seconda cosa: prima di domandarvi a quanto va fatto un aroma, leggete prima sul boccino se magari l’hanno specificato, e poi guardate su Google, cercando molto banalmente “percentuale diluizione aroma” con il nome dell’aroma di seguito.
Se nemmeno così ne venite a capo (ma leggete però, cercate, non fate finta di cercare  ) allora potete pensare di chiedere su un forum o su un gruppo FB.

Terza cosa: NON ESISTE l’aroma “buono”, quindi è inutile che chiediate un consiglio su un aroma o un liquido “buono”.
Quel che piace a me potrebbe fare schifo a voi, e non lo dico per dire, ma è veramente così.

Un esempio: a me piace il gusto nocciola, in tutte le sue declinazioni.
Alcuni invece odiano la nocciola, è come fargli svapare guano scaduto.
Se io dovessi consigliare a loro un aroma “buono”, avrebbe probabilmente dentro la nocciola, e questi poveracci si vomiterebbero addosso già solo annusandolo.

Vedete bene quindi che il “buono” esiste, ma è soggettivo.
Così come non potete chiedere a un vostro amico “consigliami una ragazza bella che voglio provarci con lei“, ugualmente vale con gli aromi.

Quarta cosaevitate di infognarvi con basi a diversa gradazione.

Tipo, evitate di comprare una nicotina 12 e una nicotina 6, per poter ottenere tramite miscelazione in parti diverse una nicotina 8.
Si può fare, ma il conto potrebbe non essere alla vostra portata, perchè è un sistema di equazioni con sostituzione di variabile.
Non è difficile, ma considerando che alcuni si intrigano già nel calcolare il 10% di 50, metto le mani avanti e vi avviso.

Piuttosto comprate la base con nicotina e una base ZERO, ma non due basi con differente nicotina.

Vi ricordo che LA NICOTINA E’ UN VELENO E DA’ DIPENDENZA, quindi VA MANEGGIATA CON CURA E PRECAUZIONE, usando perlomeno i guanti e una siringa, o sotto cappa aspirante se la concentrazione di nicotina è molto alta.

SE VI BAGNATE CON LA NICOTINA non impanicatevi, ma andate SUBITO a risciacquarvi.

Studi recenti hanno scoperto che l’assorbimento cutaneo è meno rapido di quel che si pensava, e la dose letale di nicotina non è di 60 mg, ma molto di più, però non è un buon motivo per prenderla alla leggera e fare i tranzolli mentre si sgronda nicotina dalle mani e dai vestiti.

Un saluto,

Mat